Pergamena di Chinon

CONSIDERAZIONI SULLA PERGAMENA DI CHINON

I Fratelli conoscono la storia dei Templari , le sue ricadute culturali e simboliche nella storia della Libera Muratoria Universale .
Ricordai in una tavola precedente che l’ Ordine dei Cavalieri del Tempio esercita anche nei profani un fascino particolare ,destinato a perpetuarsi.
Dopo due secoli di vita caratterizzata da uno sviluppo straordinario ,da un’ ampia diffusione geografica , dall’ incremento esponenziale della loro potenza economica e militare e dell’ influenza che esercitavano sul mondo religioso del Medioevo , la fine dei Templari si realizzo’ in tempi brevi , quasi improvissamente.
Molti i punti interrogativi cui storici e appassionati tentano di dare una risposta credibile , aderente alla realta’. Al Maestro Jacques De Molay e alla supreme cariche dell’ Ordine dei cavalieri del Tempio,quando caddero in disgrazia furono imputate colpe molto gravi: la blasfemia ,la sodomia , pratiche sataniche ed altro .Il tutto, nel corso del processo intentato da Filippo IV re di Francia :processo che si chiuse in modo drammatico , complice il Pontefice Clemente V. Le inchieste furono due : la prima , svolta su mandato del sovrano d’ oltralpe , ingordo di danaro e indebitato sino al collo , si svolse nel 1307. La successiva, ordinata dal papa, avrebbe chiuso pochi anni dopo il percorso straziante di torture, privazioni e vessazioni inflitte ai componenti del piu’ prestigioso e potente Ordine Militare e Religioso del medioevo.
Alcuni anni fa’,nel 2002, fu rinvenuta la cosiddetta pergamena di Chinon, tradotta e consultabile presso l’ Archivio Segreto Vaticano.
Il documento mette la parola fine alle accuse pretestuose rivolte ai vertici e ai componenti dell’ Ordo Templi.
I notai che redassero il rapporto o verbale di Chinon misero per iscritto asserzioni che sconfessano la comune e infondata credenza ,verosimilmente diffusa ad arte , secondo cui il Maestro e il Priore di Normandia avessero ammesso le proprie “ colpe“ per poi ritrattare la confessione .

Nel documento si precisa in conclusione che le confessioni furono confermate solo dal Grande Visitatore di Francia Hugues de Pairaud e da Geoffroy de Goneville ,: non si fa ‘ menzione di altri “imputati”( meno che mai di De Molay e di De Charney).
Dobbiamo ricordare che nel verbale del processo pontificio (26.XI-1309) risulta il silenzio e l’ onesta’ eroica del Maestro, che aveva respinto tutte le accuse .
Barbara Farle rinvenne nel 2002 la pergamena di Chinon ,pubblicandola nell’ appendice del libro .”Il Papato e il processo ai Templari “,pubblicato per i tipi di Viella a Roma nel 2003.
Il documento dimostra che cardinali romani e francesi erano coinvolti in quella che definirei una congiura contro il Tempio.
E’ noto che gli emissari di Filippo il Bello si erano accordati con i Colonna e con gli Orsini perche’ al soglio pontificio arrivasse un personaggio manovrabile ed insignificante come l’ arcivescovo di Bordeaux , tale Bertrand de Got, il futuro Clemente V.
La contropartita dell’ operazione consistette :
1) nel versamento annuo di 1000 fiorini d’oro al cardinale Napoleone Orsini , al quale si riconobbe un ruolo egemone nel tormentato ed infido mondo della curia e dello stato pontificio dell’ epoca;
2) nella revoca della scomunica comminata da Bonifacio VIII ai Colonna ( ne erano stati destinatari Sciarra Colonna e due “principi “ della chiesa della stessa famiglia gentilizia : i cardinali Pietro Colonna e Giacomo Colonna;
3) nel trasferimento ad Avignone della curia papale .Questa operazione avrebbe consentito al monarca francese , uno scellerato indebitato sino al collo e prossimo alla disfatta economico-finanziaria ,di esercitare un controllo assoluto sul Papa e sui cardinali.
L’ operato del re era considerato con riprovazione e disprezzo nel resto d’ Europa : a Filippo il Bello serviva il perfezionamento urgente di un’operazione che gli consentisse di accelerare il processo ai Templari anche negli altri Stati europei,con l’ avallo della Chiesa e sotto l’ egida dell’ ortodossia religiosa.

Il Papa giustifico’ attraverso il documento di Chinon ,contenente le false confessioni cui ho accennato ,l’ operato del monarca francese .
A Poitiers , nell’ A.D. 1308 , fu redatta la bolla papale “ Facies Misericordiam”,in cui si legge che :” …il Maestro e i precettori di Francia ,di Inghilterra ,Normandia ,Aquitania e Poitou ,rilasciarono spontaneamente ,”senza alcuna coazione ne’ timore “ e confessarono …la negazione di Cristo, lo sputo sulla Croce nel corso dell’ iniziazione all’ Ordine .” Sempre nella bolla si afferma che “ …alcuni di loro hanno confessato inoltre cose irripetibili e oscene che per vergogna qui tacciamo.”.
La bolla fu emanata in data 12 agosto, retrodatata . Va infatti ricordato che gli interrogatori si erano svolti dal 17 al 20 agosto. Questo particolare dimostra la volonta’ preconcetta e la decisione gia’ presa di condannare l’ Ordine decretandone l’ estinzione .
Torniamo per un momento al testo della bolla che riprende il testo di Chinon : “…..infine gli stessi ( i Templari ,dopo aver confessato” spontaneamente “: .n.d.r.) hanno implorato l’ assoluzione ……e la Chiesa che non chiude le sue porte a chi si pente ,abiurata da parte degli stessi maestro e precettori l’ eresia , hanno concesso l’ assoluzione ..”.
Una considerazione .L’ assoluzione ,concessa dopo le confessioni e la richiesta di perdono costituiva un compromesso ed era di fatto il salvacondotto per i Templari che volevano sopravvivere .
Il Papa partiva dalla convinzione della colpevolezza dei Cavalieri del Tempio e coltivo’ per un po’ l’ illusione che il compromesso sarebbe prevalso .
Non aveva fatto i conti con la determinazione ,l’onesta’ intellettuale e il coraggio di De Molay e De Charney .Si trattava infatti di esponenti dell’ “ ala combattente “ dell’ Ordine ,Erano gli eredi esemplari ,i veri depositari della tradizione della militanza di alto livello testimoniata per due secoli dagli uomini fedeli alla regola di Bernardo di Clairvaux.
Un Cavaliere Templare era sempre pronto ad affrontare la morte sul campo per ottemperare ai dettami del giuramento fatto in qualita’ di Miles Christi.

Dopo il 1308 il Papa soppresse l’ Ordine con la bolla “Vox in eccelso” ( 1312) e tento’ di disperderne i beni con la bolla “ Ad Providam” ( 1312).
Segui’ un periodo di apparente disinteresse per le vicende dei Templari.
Ma due anni dopo qualcuno gli rammento’ che il Maestro e il Priore di Normandia ,con altri illustri esponenti dell’ Ordine non avevano reso alcuna confessione e marcivano in carcere .
Ne’ il Maestro ne’ gli altri avevano confessato e si erano rifiutati di scendere a compromessi con i loro persecutori.
Il Papa seleziono’ i cardinali che gli erano favorevoli e decise di processare i Cavalieri detenuti:fisso’ la data nel il 18 marzo 1314 .Ormai ,nella sua prospettiva di suddito francese era tenuto a punire in modo esemplare l’ ostinato rifiuto e il silenzio dei Cavalieri del Tempio.
La cronaca del processo la dobbiamo ad un monaco ,Guglielmo di Nangis ,autore della “Vita dei re di Francia”.
Riporto una parte della traduzione del suo testo:
“ poiche’ quattro templari senza eccezione alcuna avevano ribadito le ammissioni e parevano disposti a perseverare in esse ,il concilio , riunitosi il lunedì dopo la festa di S Gregosrio sul sagrato della chiesa di Parigi ,avendo preso in esame con una certa sollecitudine molte questioni, li condanno’ al carcere duro per il resto della vita .
Ma .quando i cardinali credevano di aver concluso una volta per tutte la vicenda ,improvvisamente e inaspettatamente due i loro ,il Maestro dell’ Ordine e il priore di Normandia difendendosi con ostinazione dagli attacchi del cardinale che aveva tenuto il sermone e da quelli dell’ arcivescovo di Sens ,ritrattarono la confessione e tutto quanto era stato dichiarato in predecedenza . E poi i cardinali li consegnarono nelle mani del Prevosto di Parigi fino al giorno seguente , quando avrebbero deciso il da farsi.Appresa la notizia il re , consulto’ i saggi membri del suo consiglio evitando pero’ di rivolersi agli ecclesiastici, e ordino’ che i due Templari fossero messi al rogo quel giorno stesso ai vespri,su un isolotto della Senna,situato tra i giardini reali e la chiesa degli eremiti di Sant’ Agostino. Ed essi apparvero cosi’ determinati a sopportare le fiamme con tanto coraggio da suscitare grande ammirazione e stupore negli astanti per l’ imperturbalitita’ con cui affrontavano la morte e la fermezza mostrata nel diniego finale “.

Possiamo concludere che il verbale di Chinon ,contenente le false confessioni dei vertici dell’ Ordine Templare servi’ al Papa per giustificare le scelte persecutorie del monarca francese e per offrirgli il pretesto per accelerare la conclusione di un’ operazione criminale .Secondo alcuni studiosi e una parte della nostra Istituzione il rogo che si consumo’ sull’ isolotto della Senna non estinse l’ Ordine . Ma questa e’ un’ altra parte della storia .

R.:L.: Resurrezione 144 all’Oriente di Civitanova. È lo spirito che la anima.
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