Simbologia ed esoterismo

SIMBOLOGIA ED ESOTERISMO DEL N° 4 ( DEL QUADRATO E DELLA CROCE ).

Da sempre, o meglio, da quando sono stato iniziato Libero Muratore, sento i Fratelli più vecchi di me, nel senso dell’appartenenza all’Istituzione e, quindi , massonicamente più vicini alla Conoscenza-Sapienza, parlare dell’importanza simbolica ed esoterica del numero quattro.
Purtroppo, però, non mi è mai capitata l’occasione di partecipare ad una Tornata in cui tale numero sia stato l’oggetto della Tavola tracciata, perciò, per diversi anni, mi è rimasta la curiosità insoddisfatta di conoscere il significato simbolico di detto numero, fino a quando non ho deciso di andarmi a cercare qualcosa in merito. Diciamo in premessa che, strettamente correlati alla simbologia del n° 4 sono il quadrato e la croce; nel corso del tracciamento di questo lavoro vedremo il perchè.

Il primo personaggio “illuminato” che mi è venuto in mente, in quanto associato ai numeri, alla matematica e alla geometria, il Maestro Pitagora.
Secondo la Scuola Pitagorica, il n° 4 è il più perfetto tra i numeri : rappresenta, infatti, la prima “potenza” matematica e la “virtù geometrica” da cui derivano tutte le combinazioni.
Inoltre, il 4 è il risultato della somma dei primi due “numeri primi”, cioè indivisibili per altri numeri ( oltre all’uno stesso ); 1+3=4, di cui, l’1 è la Monade, il Principio Generatore, l’Inizio; mentre il 3 rappresenta il triangolo, il numero della Trinità; pertanto il 4 simboleggia l’Eterno e l’Uomo che porta in se il Principio Divino.

Il n° 4 veniva anche chiamato “quaternario”, ed era il simbolo usato da Pitagora per comunicare ai Discepoli l’impronunciabile nome di Dio che, per il Maestro, significava l’origine di tutto ciò che esiste.
Infatti, il quaternario, inteso come la sequenza dei primi quattro numeri cardinali, 1+2+3+4=10, rappresenta la decade, simbolo di perfezione e chiave dell’universo; rappresenta un profondo insegnamento che fa ritornare al Creatore, ottenendo, con questa unione, la potenza, l’intelligenza spirituale e l’amore; è la reintegrazione dell’Uomo nella Nuova Gerusalemme.

Per rimanere in ambito geometrico, il n° 4 è rappresentato dal “quadrato”, che è l’espressione simbolica di ciò che è concreto, immutabile e permanente, simboleggia, perciò, la materia, il corporeo e, pertanto, è anche il simbolo dei quattro elementi della creazione : Fuoco, Acqua, Terra, Aria.
Dal quadrato, usato come base, prende origine la prima figura solida
simbolo universale dell’immortalità, ovvero la piramide.
Per Pitagora e per i suoi Discepoli, il 4 simboleggia anche il numero della dualità doppia , 2+2, e, di conseguenza, della misura universale degli uguali e dei contrari.

Anche il quadrato, figura geometrica derivante dal n° 4, è simbolicamente ed esotericamente molto interessante; esso è simbolo di ordine, è contrapposto al cerchio, ovvero : figura finita contro l’infinito; superamento del dualismo in quanto doppia coppia di lati uguali, simbolo di completezza, di concretezza, ma anche di mistero.
Il n° 4 e il quadrato simboleggiano la capacità dell’Uomo di portare ordine nel Cosmo, introducendo direzioni e coordinate : i 4 punti cardinali, le 4 stagioni, i 4 venti principali ( N:tramontana, O:ponente, S:ostro, E:levante), le 4 posizioni dell’Orsa Maggiore rispetto alla Stella Polare.

La pianta della mitica Gerusalemme Celeste, citata nell’Apocalisse di Giovanni, è descritta come un cubo a pinta quadrata, ovviamente, con ciascun lato di 12.000 stadi di lunghezza (lo stadio era una misura di lunghezza romana, pari a circa 5,45 Km). Interessante tornare brevemente sulle quattro lettere dell’alfabeto ebraico che costituiscono l’ineffabile ed impronunciabile nome di Dio : YHVH.
Queste, secondo la tradizione ebraica rappresentano : Y: l’uomo, H: il leone, V: il toro (o il vitello) e la seconda H: l’aquila.

Non a caso, questi animali sono le rappresentazioni simboliche dei 4 Evangelisti, rispettivamente : Matteo è rappresentato dall’uomo, Marco dal leone, Luca dal vitello (o toro) e Giovanni dall’aquila.
Rimaniamo ancora nell’ambito della tradizione Ebraica, detta Kabbala; il n° 4 simboleggia anche i quattro mondi in cui si divide la Kabbala stessa :

1 – Mondo di Atziluth : mondo della Emanazione,
2 – Mondo di Beriah : mondo della Creazione,
3 – Mondo di Yetzirah : mondo della Formazione,
4 – Mondo di Asiya : mondo della Produzione.

Anche nell’esoterismo del Vecchio Testamento, il n° 4 era intriso di significati simbolici, basti ricordare alcuni tra gli esempi più conosciuti : i 4 Cavalieri dell’Apocalisse : peste, guerra, fame e morte; i 4 angeli distruttivi in piedi ai quattro angoli della Terra; le 4 mura della Gerusalemme Celeste.

Dal Vecchio al Nuovo Testamento, ovvero al Cristianesimo, il n° 4 è intriso di intensi ed importanti significati simbolici, infatti quattro sono le virtù cardinali : prudenza, giustizia, fortezza e temperanza; quattro le virtù archeosofiche : fede, speranza, carità e umiltà.
Ma, per il Cristianesimo, il significato simbolico per antonomasia del n° 4 è riferito alla Croce.
La croce, rappresentata dal n° 4, era già nell’antichità precristiana un simbolo che evocava :

− l’unione dei contrari (sopra-sotto, destra-sinistra),
− la vita : l’asse orizzontale rappresenta il suolo sul quale vive l’uomo, l’asse
verticale il percorso terreno dalla nascita alla morte e, quindi, dalla vita terrena
all’ascesi dell’anima al cielo,
− il tempo : rappresentando l’asse verticale in basso il passato, l’incrocio con
l’asse orizzontale il presente e la parte superiore il futuro.
Dunque, la croce esisteva già, nelle sue diverse forme, prima di diventare famosa per mezzo del Cristianesimo.

L’ankh egizia e la croce greca, la tau e la croce gammata, la croce runica e la svastica, ognuna con il significato simbolico datole dalla cultura delle civiltà dove erano usate. Nella cultura occidentale la croce più comune è sicuramente quella latina, costituita da due assi intersecantisi in un centro, a costituire quattro bracci; ecco perchè la croce è collegata simbolicamente con il n° 4.
Quindi, la croce è il simbolo per eccellenza del Cristianesimo : Dio fattosi uomo, morto in croce per la redenzione dell’umanità; questo secondo il dogma.
Per la legge romana venivano condannati alla crocefissione i nemici “politici” di Roma.
Certo è che la crocefissione di Gesù ha anche un significato alchemico-iniziatico : dopo la morte la resurrezione, ovvero l’inizio di una nuova vita.

Dopo il supplizio di Cristo sulla croce si sono aggiunti altri significati simbolici a carattere religioso, tra cui, il principale assimila la croce stessa all’albero della vita, ossia : l’asse verticale indica la terra connessa al cielo, o all’universo e, essendo simbolicamente conficcato nella terra, simboleggia le origini della vita nella terra; l’asse orizzontale simboleggia la scala che consente di salire al cielo e, quindi, al Regno di Dio.

Molti sono i significati simbolici attribuiti alla croce anche dal punto di vista del “dualismo gnostico”, infatti le due assi che si incrociano possono simboleggiare vari opposti : il finito e l’infinito, la vita terrena e quella pirituale, la vita e la morte.
Ma anche il “centro” della croce, ossia il punto dove si incrociano i due assi, è molto importante : è il punto d’incontro dei contrapposti; cielo-terra, destra-sinistra.
La croce, quindi, è l’emblema del dualismo che diventa totalità, in quanto una croce con bracci di uguale lunghezza può essere ascritta, indifferentemente, in un cerchio, che rappresenta il cielo, o in un quadrato, che rappresenta la terra; ecco perchè la croce simboleggia anche il trait d’ union tra la terra ed il cielo, tra il corpo e lo spirito, tra l’umano e il sovrumano, ovvero tra l’uomo e il divino; medesimi significati simbolici attribuiti al n° 4.

Alla croce si può attribuire anche un’altra interpretazione simbolica, con la quale abbiamo familiarità : se si immagina nell’asse verticale un’ascesa teoricamente infinita e sull’asse orizzontale il piano della realizzazione, viene spontanea l’analogia tra il significato simbolico della croce e quello della Squadra unita al Compasso; poiché la squadra suggerisce un’immagine che non ha confini, l’infinita ricerca della Luce (asse verticale) e il compasso, invece, una limitazione pratica che dipende dalle possibilità individuali (asse orizzontale).

Concludo rimanendo in ambito esoterico-muratorio : al n° 4 è associato simbolicamente il Quadrivium, ovvero l’insieme delle quattro discipline attribuite alla sfera matematica : Aritmetica, Geometria, Astronomia e Musica, che, insieme con le discipline filosofico-letterarie del Trivium : Grammatica (ovvero la lingua latina), Retorica (l’arte di comporre un discorso e di parlare in pubblico) e Dialettica (cioè la Filosofia), costituivano le sette discipline fondamentali, dette le sette Arti Liberali, la cui conoscenza era propedeutica all’insegnamento della Teologia e della Filosofia. Tale suddivisione delle Arti Liberali, in Trivium e Quadrivium, si deve a Marziano

Capella, un filosofo della tarda latinità (IV° – V° sec. d.C.) che, tra le altre cose, si occupò di suddividere in categorie tutto lo scibile umano.
Non ultimo, il significato del n° 4 di interesse puramente muratorio, il collegamento con i Quattuor Santi Coronati, che la tradizione massonica vuole che siano stati i primi santi protettori delle Confraternite, o Gilde, di Liberi Costruttori dell’Europa cristiana.
Ho detto.

R.’. L .’. Resurrezione 144 all’Oriente di Civitanova. È lo spirito che la anima.
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R.·.L.·. RESURREZIONE 144