• R.·.L.·. RESURREZIONE 144 Porto Civitanova .·. Virtus Unita Fortior .·.
    logo R. L. Resurrezione 144 all’Oriente di Porto Civitanovalogo R. L. Resurrezione 144 all’Oriente di Porto Civitanova (1)logo R. L. Resurrezione 144 all’Oriente di Porto Civitanovalogo R. L. Resurrezione 144 all’Oriente di Porto Civitanova
    • Simbologia
    • Massoneria
    • Esoterismo
    • Storia e cultura
    • Personaggi Celebri
    • Templari
    • Alchimia
    ✕

    LA CONOSCENZA

    Nel mondo profano la parola conoscenza sottintende la padronanza di un bagaglio tecnico e professionale che consenta di realizzare obiettivi , controllare situazioni , mettere in atto progetti interdetti agli “ incompetenti “ . L’ evoluzione della scienza e il progresso delle comunicazioni che ha rivoluzionato il mondo confermano questo assunto. Conoscenza , nei diversi ambiti professionali consiste nell’ applicare abilità specifiche alla realtà ,con metodi e tecniche ripetibili e riproducibili in modo sistematico. Un elemento connota e caratterizza in modo forte il sapere scientifico e tecnico : la frammentazione in compartimenti non comunicanti tra loro. Il linguaggio di un medico , di un giurista e di un ingegnere ,legati a professioni differenti , divergono in modo evidente ,almeno quanto il background di esperienze teorico pratiche che ne costituiscono il curriculum.

    La conoscenza intesa come rappresentazione della realtà o costruzione di immagini che individuino i punti di riferimento del soggetto e le linee guida “ etiche “ ed “gnoseologiche “ per il suo orientamento nell’ ambiente è stata tralasciata nel corso degli ultimi anni.
    Questo impoverimento culturale si è verificato in un mondo sempre meno propenso alle “ideologie “ ,cinico , pragmatico , aderente al presente e alle sue esigenze materiali ,in una prospettiva miope , riduttiva.

    Prima di accedere al Tempio noi Massoni abbandoniamo i metalli : questo comportamento dettato da tutti i “ catechismi “ libero muratori puo’ aiutarci a inquadrare il senso della Tavola.
    Le generazioni che si avvicinano al mondo del lavoro e quelle che frequentano le scuole superiori sono lontane dai modelli educativi su cui si fondava l’ istruzione e la formazione culturale l’ altro ieri. I limiti dell’ ordinamento scolastico italiano , influenzato dai seguaci di Croce e dagli eredi di Gentile hanno relegato la scienza e la tecnica nel limbo delle materie meno rilevanti. Il taglio prevalentemente umanistico delle nostre scuole e delle nostre università non ha impedito la fioritura di team come quello dei “ragazzi di Via Panisperna” ,fisici e matematici di straordinaria levatura, destinati a cambiare il mondo con le loro intuizioni . Cito soltanto Fermi a titolo di esempio ma potrei proseguire con un lungo elenco di scienziati italiani formatisi nella prestigiosa scuola romana .

    Un aspetto fondamentale della storia del pensiero occidentale ( e della tradizione accademica del nostro Paese) è l’alternativa tra la conoscenza intesa come rappresentazione della realtà o concepita come costruzione del soggetto che interagisce con il mondo.
    Gli ultimi tre decenni hanno contribuito ,grazie allo sviluppo dell’ epistemologia , della neurofisiologia e della psicologia cognitivista ad alimentare il dibattito su questa dicotomia .Non abbiamo ricevuto dagli studiosi risposte chiare e risolutive sull’ argomento.
    E’ probabile che manchi il presupposto di fondo: la possibilità di dimostrare il valore preminente dell’ uno o dell’ altro approccio alla conoscenza .

    La scienza non da certezze: si fonda su ipotesi soggette ai criteri della verificabilità e della falsificabilità .E’ un movimento che implica dubbi e ragionamenti che si caratterizzano ( o almeno dovrebbero ) per il rifiuto dei dogmi e degli assiomi : nel mondo delle tecnologia piu’ sofisticate e della ricerca scientifica “ l’ ipse dixit “ non trova posto. O non dovrebbe .Un riesame storico delle principali scoperte scientifiche ci mette di fronte alla feroce opposizione che alcuni grandi medici ,astronomi , fisici trovarono lungo il percorso di avvicinamento alla verità.

    Semelweiss , Koch, Pasteur, Darwin , per citare solo alcuni tra loro non godettero di immediati consensi da parte del mondo accademico , abbarbicato alle camarille e ai giochi di potere delle università. Per non parlare di chi dovette confrontarsi con l’ arroganza della concezione cosmogonica difesa contro ogni evidenza razionale dal clero e convalidata con metodi “ persuasivi “ dall’ inquisizione . Galileo ne fece le spese: non fu il solo. La responsabilità della conoscenza ci caratterizza come specie : le correnti di pensiero filosofico più recenti centrano l’ attenzione sul soggetto e sulle sue operazioni cognitive più che sul mondo esterno .Un tempo era scontato il dato della realtà come esistente in sé, indipendentemente dal contributo dell’ intelligenza e della ricerca della mente umana . Anche se il mondo antico aveva intuito ed espresso con alcune correnti di pensiero “soggettivistiche “ l’ ipotesi che il “mondo esterno” fosse una costruzione realizzata dall’ individuo , condizionata dal suo vissuto personale . Per non parlare della contrapposizione tra atteggiamenti di ipostatizzazione come quello riassunto nella frase : “ nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu” e l’ altra , “ nihil est in sensu quod prius non fuerit in intellectu”: due concezioni che ora , dalle acquisizioni della neurofisiologia sappiamo essere integrate e complementari ,ma un tempo interpretate come poli opposti del pensiero occidentale .

    La visione “olistica “dell’ uomo e dell’esistenza , propria di una parte rilevante della tradizione orientale , dallo Zen al taosimo , al pensiero di Confucio ,a tutte le manifestazioni del Buddhismo,parlano una lingua diversa dalla nostra e ha molto da insegnarci.

    Nel bel saggio di Leoni riportato nelle “ Riflessioni muratorie “, del 1991 , e’ citato il biologo ed epistemologo Varela “che definisce il corpo una macchina ontologica “ e prosegue affermando ..” il nostro apparato senso-motorio determina la nostra esperienza dello spazio e del tempo, fa emergere un mondo le cui leggi e la cui logica possono cambiare se cambiano le condizioni di percezione senso-motoria .Non ‘ c’è un mondo al di fuori del quale l’ essere vivente (…) faccia una rappresentazione ,una mappa adeguata perché non si può mai separare l’ esteriorità , la forma ,lo spazio il colore della dalla soggettività”.

    Da queste osservazioni , commenta l’ autore della relazione , emerge il processo “ autopioetico “ della conoscenza ,della nostra produzione ideativa.
    Rappresentazione della realtà o costruzione del soggetto ? si chiede Leoni. La ragione viene davvero messa in scacco dalle sue conquiste e dalla costante evoluzione del suo approccio all’ ambiente ?
    Un approccio con il quale i sensi entrano per primi in contatto con l’ esperienza dell’ altro da se inducendo l’ avvio di delicati processi che chiamano in causa le strutture più profonde dell’ encefalo ? L’ amigdala , l’ ippocampo e le parti meno “razionali “ del cervello ,per così dire un encefalo “primordiale “ al quale i criminologi si richiamano quando tentano di spiegare le esplosioni di rabbia distruttiva che porta alla commissione di atti di sangue orrendi per“futili” motivi?

    Non ho risposte . Ma vi invito a non sottovalutare riflessioni tutt’altro che accademiche .
    Come osserva acutamente l’ Autore del breve saggio cui si ispira la Tavola :
    “quanto detto non può non spingere noi Massoni ad una riflessione e ad una valutazione critica di alcune interpretazioni di simboli iniziatici considerati come il cardine della “dottrina “ muratoria.
    La Libera Muratoria stimola secondo Leoni i suoi adepti “ a far uso della loro razionalità critica “ che comporta la consapevolezza dei limiti conoscitivi della ragione ( sulla ragione , sia pur debole , ,la Massoneria fonda i suoi “principi “ , non solo quelli morali) ma è irrazionale ogni conclusione tratta dalla riflessione su un mondo che non esiste “.

    L’ Autore del saggio conclude con l’ invito rivolto ai Liberi Miratori a concentrarsi sull’ essere umano , definito come “ l’ unica realtà conoscibile anche se in gran parte ancora misteriosa “ . Da queste considerazioni l’ invito a curare la filosofia e l’ ermeneutica ,in quanto rappresenta una concezione della verità diversa da quella delle discipline scientifiche perché legata al sapere umanistico e religioso.
    La filosofia non costituisce un’ attività esclusivamente contemplativa, rappresenta un processo finalizzato alla comprensione di se e del rapporto con i “meccanismi “mentali che ci avvicinano alla realtà . Un processo attivo complesso e delicato , finalizzato alla fondazione di un’ etica che posa rappresentare il filo conduttore dell’ esistenza . Sapere ed agire sono interdipendenti .Ci sorprendiamo quando osserviamo il comportamento “ altruistico “ di alcuni animali o la complessa articolazione della loro vita sociale .Ci sorprende il pensiero che,come sanno gli etologi, la loro affettività sia ricca , non schiava degli automatismi che la visione meccanicistica della vita e del mondo animale attribuiva loro sino agli anni 70 del 1900.
    Lorenz e i suoi svelarono un mondo lontano dalla grossolana e schematica impostazione dei positivisti, dei comportamentismi , degli ultimi pavloviani.

    Le intuizioni e le osservazioni geniali del padre dell’ etologia hanno svolto per l’ approccio alla conoscenza della vita animale ( e del comportamento umano ) un ruolo simile a quello che Koch aveva esercitato nel suo laboratorio domestico , lavorando per anni con discrezione e determinazione all’ idea che qualcosa di diverso dagli “ umori “ della medicina medievale determinasse la fine di tante vite .Si occupava con ostinazione teutonica del “male” del diciannovesimo secolo: la tubercolosi. Serendipity ? Non direi. Costanza , fatica , profonde riflessioni sulle cause e gli effetti della malattia , passione per il proprio lavoro .Questa fu la base e la sostanza del successo delle sue ricerche .Ricerche che portarono alla scoperta del “ bacillo di Koch”: il mycobacterium tuberchulosis responsabile di una pandemia tutt’ora presente nel terzo e quarto mondo ( e, per un fenomeno “di ritorno “, attraverso le ondate migratorie di persone malate e disperate , responsabili di casi non proprio sporadici anche nel mondo occidentale ) . Si deve a Lorenz il concetto di imprinting che stravolse la convinzione di chi pensava alle oche e alle taccole come ad animali anaffettivi e poco intelligenti, capaci di modeste interazioni con la specie umana.
    E si deve ad Eberard Thrumler , ad Eibl- Eibelsfeldt e da altri discepoli di Lorenz , a lui stesso , autore del “ Cosiddetto male “ la comprensione del concetto di aggressività , di “male “ trasferito tout court dal nostro contesto umano nel mondo (forse più complesso ) degli animali.
    Ho letto di recente su una rivista medica di buon livello e di tenore divulgativo un fastidioso articolo nel quale l’ autore , ottimo professionista e brillante studioso di cardiologia , dimostrava di non aver approfondito la conoscenza delle caratteristiche psicologiche e la straordinaria ricchezza e complessità comportamentale del cane .

    La cosa non mi sorprende. Quasi sempre mi accade di conversare con professionisti ,ricercatori, persone di elevato livello culturale che hanno “ scotomizzato”, come si dice in medicina l’ apporto che i compagni di strada a quattro zampe danno al mondo delle teorie comportamentali che ci riguardano da vicino come specie.
    Chiudo l’ inciso . Stavamo discutendo la dicotomia tra la concezione della filosofia come contemplativa e quella che Leoni definisce “illuministica” , secondo la quale la filosofia avrebbe una funzione migliorativa della vita umana attraverso una funzione educativa e formativa del soggetto.

    La filosofia che non prescinda dalle acquisizioni della scienza è indispensabile alla formazioni di cervelli più maturi e completi .Mi riferisco alle giovani generazioni , che non hanno bisogno di pratica nel settore della tecnologia da cui sono sommersi ma della capacità di rapportarsi con il se e di conoscere ( o riconoscere ) il senso e la direzione del proprio percorso esistenziale .
    In questo percorso la Libera Muratoria non può che contribuire alla riuscita di un progetto così “ambizioso “ e “forte “ nei suoi contenuti.

    R.:L.: Resurrezione 144 all’Oriente di Civitanova. È lo spirito che la anima.

    Share on facebook
    Facebook
    Share on twitter
    Twitter

    TAVOLE

    Storia e cultura

    Condividi

    Post simili

    Il vischio


    Continua a leggere...
    © 2021 - Associazione Resurrezione 144 - CF 93061040437
    Conoscenza
      R.·.L.·. RESURREZIONE 144